lunedì 17 giugno 2013

La ricerca della verità


Le regole astrologiche #1 e #2 pubblicate nel suo Transiti e Rivoluzioni solari, Armenia editore, ma già scritte decenni prima in altre sue pubblicazioni, sono state statisticamente dimostrate da Didier Castille.

Tratto da Scienza e Scienze Umane: La Ricerca della "Verità".

Il libro Transiti e Rivoluzioni Solari è del 1997, mentre la ricerca statistica di Gabriele Ruscelli è del 1986.

Se Discepolo vuole affermare la paternità di questa "scoperta", non basta più che citi il suo libro del 1997, visto che questo libro è stato scritto undici anni dopo la statistica di Ruscelli.

Discepolo dice di averne già scritto di questa sua "scoperta" decenni prima in altre sue pubblicazioni.

Quali?

Considerando l'importanza che Discepolo attribuisce a questa sua "scoperta", secondo me, andrebbe documentata un po' meglio, perché un riferimento generico ad altre sue pubblicazioni non è più sufficiente.

Naturalmente sto esprimendo un mio punto di vista. Se fossi al suo posto, e se fossi convinto di aver fatto una importante scoperta astrologica, io la documenterei. Io direi: "Ecco cari signori, ho scritto di questa regola nel numero di Astra del maggio 1975, e anche in un articolo pubblicato nel Giornale dei Misteri del febbraio 1984".

Parlo a titolo personale, mi immagino che per i seguaci di Discepolo, vada bene anche l'affermazione generica di aver scritto queste cose in altre pubblicazioni.

Ci sono migliaia di persone, tra cui anche André Barbault, che hanno creduto che Discepolo avesse fatto una statistica convalidata dal dipartimento di statistica dell'Università di Napoli.

In quel caso si trattava di una balla, perché i professori universitari avevano controllato solo una parte minoritaria di questa statistica, ed inoltre si erano accorti di un errore metodologico che Discepolo non ha mai corretto, per cui ha continuato a sbagliare.

domenica 16 giugno 2013

Dove sono gli articoli?



Nel suo blog di ieri, sabato 15 giugno 2013, Ciro Discepolo ha chiarito di aver scritto in un libro le sue 30 regole di astrologia attiva, per la prima volta nel 1997, ossia 11 anni dopo la statistica di Gabriele Ruscelli pubblicata negli Atti del Convegno CIDA di Parma del 1986.
Come fa allora a sostenere di essere stato il primo astrologo ad aver visto alcune sue affermazioni astrologiche confermate dalla Scienza Ufficiale?
Questo merito spetterebbe a Gabriele Ruscelli e non certo a lui.
Discepolo però scrive che sebbene abbia scritto di queste regole in un libro solo nel 1997, ne aveva parlato lungamente in suoi articoli, seminari ecc..

Dove sono questi articoli?

Se è vero che Discepolo ha scritto sulla pericolosità del giorno del compleanno, prima della statistica di Ruscelli, riporti allora questi articoli, perché siamo ansiosi di leggerli.


Io ho scritto ovunque, e non solo in una lettera privata divulgata in modo delinquenziale, che non sono uno statistico e so quasi nulla di statistica (pur avendo studiato e non letto diversi libri sulla materia). Qualcuno dirà: 

"Ma allora sei un presuntuoso, perché hai fatto ricerche statistiche per buona parte della tua vita!".

E io: "No, è esattamente il contrario. Io adoro la ricerca e credo molto nella statistica. È proprio per umiltà e non per presunzione che in ogni statistica da me concepita mi sono fatto guidare, dalla A alla Z, da veri esperti di statistica, persone che la statistica la insegnano anche all'Università e non ho fatto come altri analfabeti a 360° che si auto-certificano come esperti in materia". 
Ciro Discepolo

Discepolo deve essere un po' confuso, perché nel suo blog di oggi, domenica 16 giugno, parla dello scambio di email intercorse tra lui ed il professor D'Ambra, in cui afferma di non essere un esperto di statistiche. Da come scrive, sembra quasi che io abbia pubblicato queste email, per dimostrare che Discepolo non è un esperto di statistiche. Di sicuro non ho pubblicato queste email per questo motivo, perché in queste email c'è qualcosa di molto più interessante. In queste email, Discepolo chiarisce che il controllo esercitato dai professori di statistica, riguardava solo una parte minoritaria della sua statistica su circa 8.000 soggetti, mentre in seguito ha continuato la sua ricerca da solo, senza la supervisione dei professori di statistica. Quindi non è vero ciò che ha scritto ieri nel blog, non è vero che gli esperti di statistica abbiano seguiti i suoi lavori dalla A alla Z.


Chiarissimo prof. D'Ambra,
sono d'accordo con lei nel non considerare validati dalla Scienza i risultati complessivi della mia ricerca sulla ereditarietà astrale perché, infatti, non ho mai inteso sottoporre a un arbitro terzo il complesso di quelle ricerche di cui lei, gentilmente, insieme al prof. Mola, elaborò i risultati relativi solo a uno spezzone minoritario dell'intera ricerca durata molti anni e seguita da esperti diversi.
Ciro Discepolo

Quante verità esistono signor Discepolo?

Quando si rivolge ai suoi blogger afferma che la sua statistica è stata controllata interamente dagli esperti di statistica, quando invece si rivolge ai professori di statistica dice che loro hanno controllato solo una parte minoritaria della sua statistica.


giovedì 13 giugno 2013

La statistica sulla mortalità di Gabriele Ruscelli












Ho ricevuto da Gabriele Ruscelli con richiesta di pubblicazione le fotocopie della sua statistica sulla mortalità pubblicata negli Atti del Convegno CIDA di Parma del 1986. 

Ruscelli con la sua statistica del 1986 ha dimostrato che si muore più frequentemente nel periodo intorno al giorno del compleanno.

Ha raccolto 16.000 date di nascita e di morte di soggetti citati dall'enciclopedia Treccani e da altre fonti. Per ciascuno di questi soggetti ha calcolato la durata della vita espressa in giorni e l'ha divisa per la durata media dell'anno tropico, ed ha quindi considerato le prime due cifre della parte decimale dei quozienti cosi ottenuti. 

Per cui a ciascun soggetto ha assegnato un settore specifico tra 00 e 99.

Se la distribuzione delle date di morte rispetto al giorno del compleanno fosse casuale ognuno di questi settori dovrebbe contenere circa 160 soggetti (16.000 / 100), invece ha trovato che nel settore denominato 00, che comprende il giorno del compleanno e i 2,65 giorni successivi, il numero di soggetti è molto più alto, 215 soggetti invece di 160.

Questa deviazione è estremamente significativa da un punto di vista statistico, ho calcolato un P-value pari a 2,03E-05 che significa che la probabilità che la deviazione riscontrata su questo settore sia dovuta ad un caso, è circa 1 su 50.000.

In altre parole, la statistica di Ruscelli dimostra, con una possibilità di errore su 50.000, che c'è qualcosa che apparentemente fa morire le persone più frequentemente nel giorno del compleanno, e in quelli immediatamente successivi.

Inoltre, anche gli altri settori a cavallo del giorno del compleanno presentano un incremento della mortalità, anche se questo incremento non è statisticamente significativo se consideriamo isolatamente ciascun settore. Però nulla ci vieta di considerare questi settori globalmente, ed in questo caso l'insieme dei tre settori che precedono il compleanno e di quelli che lo seguono risulta essere statisticamente significativo.

Ruscelli avrebbe quindi dimostrato che si verifica un eccesso di mortalità negli 11 giorni che seguono e precedono il giorno del compleanno. Uso il condizionale perché non so se Ruscelli abbia commesso degli errori nella raccolta delle date di nascita e di morte e nella loro elaborazione, perché non viene fornito un elenco di queste date. Però se supponiamo che non abbia commesso errori in questa fase, i risultati trovati dimostrano numericamente l'esistenza di un fenomeno che fa morire più frequentemente intorno alla data del compleanno.

Questa affermazione è la stessa di Discepolo che si attribuisce il merito di questa scoperta, ma come fa a farlo se la statistica di Ruscelli è precedente alle sue affermazioni?

Discepolo non può nemmeno dire di non conoscere il lavoro di Ruscelli, perché è da sempre socio del CIDA, e come si vede nelle immagini riportate, c'è un suo articolo su un altro argomento proprio nella stessa pubblicazione.

Perché Discepolo non cita mai Ruscelli come l'autore di questa statistica e si attribuisce una scoperta fatta da altri?

In che anno Discepolo ha scritto nei suoi libri di questo effetto del compleanno?

La statistica di Ruscelli è del 1986, in che libro di Discepolo compare per la prima volta questa regola?

Tutto lascia pensare che Discepolo si sia attribuito nuovamente dei meriti che non ha.

venerdì 31 maggio 2013

Diversità di opinioni




Un blogger di Discepolo scrive : mi convinco sempre più che quel “rumore di fondo che disturba, da qualche anno, l’Astrologia” sia il frutto, comprensibile, solo di sentimenti umani poco elevati.  Non altro.

Caro Diapson, 
ti ricordo che io ho semplicemente detto che non era vero che gli studi di Ciro Discepolo sull'ereditarietà astrale avessero avuto un esito positivo, e che le sue conclusioni fossero state certificate dai professori universitari di statistica dell'Università di Napoli.

Questa è la semplice verità. Lo stesso Discepolo, alla fine, ha dovuto ammettere che i professori universitari avevano controllato solo una parte minoritaria della statistica riguardante 8.000 soggetti e non tutte le statistiche riguardanti 75.000 soggetti. 

Però Discepolo aveva fatto credere ai suoi seguaci che queste statistiche avessero ricevuto l'avallo della scienza.

Secondo te, Discepolo perché ha mentito per 20 anni sulle sue statistiche?

Non ti sto a riportare tutti i link con le affermazioni di Discepolo, se la cosa ti interessa puoi trovarli da solo.

Discepolo diceva che le sue statistiche avevano il bollino blu della scienza e io affermavo che non l'avevano, ed  i fatti mi hanno dato ragione.

Perché Discepolo vi ha raccontato delle frottole per tanti anni?

Perché ha fatto credere ad André Barbault di aver ottenuto una certificazione scientifica che in realtà non aveva?

L'astrologia ha bisogno di statistiche contraffatte per dimostrare la sua validità?

Io non la penso cosi'.

domenica 12 maggio 2013

La statistica svizzera



Per qualcuno il fatto che io voglia smentire Ciro Discepolo a proposito della statistica dei ricercatori svizzeri, potrebbe sembrare una sorta di accanimento contro Discepolo.

I giornali hanno dato un gran risalto alla notizia di questa statistica, secondo la quale, si muore più spesso della media nel giorno del compleanno, per cui, almeno in parte, le regole di Discepolo sarebbero confermate, ed è quindi giusto che Discepolo lo faccia notare.

Secondo questa statistica, non è vero che si muore più spesso nei 20 giorni che precedono e seguono il compleanno, ma qualcosa di anomalo accadrebbe nel giorno del compleanno, perché i ricercatori svizzeri hanno trovato che c'è un 13,8% in più di decessi in questo giorno rispetto alla media dei decessi degli altri giorni.

In realtà nemmeno questo si può considerare accertato, per le ragioni che spiegherò.

Quando si fa una statistica il primo problema che si presenta è la validità dei dati che vengono utilizzati.

La statistica di cui parliamo è basata sulle date di nascita e di morte di oltre due milioni di persone, che sono state registrate dall'anagrafe elvetica. Però non tutte le date registrate sono corrette, e non tutti i soggetti della statistica sono nati o sono morti effettivamente nei giorni in cui risultano essere nati o essere morti.

Ad esempio, se si prendono per veri i dati anagrafici registrati, risulterebbe che le persone nate il primo del mese, ed in particolare il primo gennaio, sono molto più numerose di quelle nate in un qualsiasi altro giorno dell'anno.

Esiste forse una legge di tipo astrologico che fa nascere più persone il primo del mese?

Chiaramente non si tratta di questo, l'eccesso di persone che apparentemente sembrano nascere nel primo del mese, dipende da una tendenza ad attribuire la nascita al primo del mese quando non si conosce con esattezza il vero giorno di nascita. Quando invece non si conosce nemmeno il mese di nascita, ma solo l'anno, di solito si fa nascere la persona il primo gennaio di quell'anno.

Non è possibile fare una statistica senza tener conto di queste cose, perché noi vogliamo fare una statistica basata sulle reali date di nascita e di morte di questi soggetti, e non con le date che gli sono state attribuite d'ufficio da un impiegato dell'anagrafe.

Ci sono errori di vario tipo che si possono riscontrare nei dati, alcuni di questi errori non sono preoccupanti perché non hanno effetto sui risultati della statistica, ma ce ne sono altri che possono portare a dalle conclusioni sbagliate.

Ad esempio, il fatto che nel database dell'anagrafe svizzera, una persona nata il 15 maggio, sia registrata  invece il 24 agosto, non è un errore in grado di alterare i risultati della statistica. Una attribuzione di una data di nascita errata, a favore di una data di nascita casuale, non è in grado di inficiare una statistica, perché questi errori si annullano a vicenda.

Gli errori nei dati preoccupanti, sono invece gli errori sistematici, dove si nota una tendenza a sbagliare sempre nello stesso modo e a favore di un certo risultato.

E' proprio un errore di questo tipo che potrebbe spiegare l'eccesso del 13,8% dei decessi registrati nel giorno del compleanno.

Un impiegato dell'anagrafe distratto, invece di riportare il giorno della morte, potrebbe riportare per errore quello di nascita.

Questo errore potrebbe spiegare l'anomalia riscontrata dalla statistica a proposito del giorno del compleanno, anche perché la deviazione riscontrata è molto piccola.

Se si trova una notevole deviazione tra i risultati previsti e quelli trovati, in linea di massima non è tanto importante se nel database utilizzato ci sono un certo numero di errori, ma il discorso è diverso quando si parla di una deviazione non particolarmente importante come nel nostro caso.

Questo apparente eccesso di morti avvenute nel giorno del compleanno, nonostante l'elevatissima significatività statistica, potrebbe non avere alcun valore se fosse dovuto ad un errore sistematico presente nei dati.

Con che frequenza dovrebbe ripetersi un simile errore per produrre l'eccesso di morti del 13,8% trovato nel giorno del compleanno?

Possiamo calcolarlo facilmente, tenendo conto che il numero dei soggetti della statistica è 2.380.997 e che il numero di decessi in più della media nel giorno del compleanno è di 902 soggetti.

E' sufficiente dividere il numero dei soggetti per il numero di decessi in eccesso presenti nel giorno del compleanno.

2.380.997 / 902 = 2639

E' quindi sufficiente che ogni 2639 trascrizioni di dati di nascita, ce ne sia soltanto una che erroneamente riporti una data di nascita errata che coincide con quella di morte, oppure che riporti una data di morte errata che coincide con quella di nascita, per creare quel surplus di decessi che i ricercatori svizzeri hanno riscontrato sul giorno del compleanno.

Non possiamo sapere con certezza se questo surplus dipende da degli errori di trascrizione delle date di nascita e di morte, però questi numeri ci dicono che anche se questo ipotetico errore si verificasse molto raramente, una sola volta ogni 2639 volte, questo sarebbe sufficiente a creare l'eccesso del 13,8% di morti apparentemente presente nel giorno del compleanno.

Secondo me, l'ipotesi che ogni 2639 trascrizioni di date, ce ne sia una dove viene riportata una data sbagliata, che viene a coincidere con quella di morte o di nascita, è una ipotesi più che plausibile.

Questo perché ho esperienza di un'altra statistica, dove ho trovato moltissimi errori nei dati.
Non c'è solo il problema degli eccessi di nascite riscontrate nel primo del mese, ma apparentemente nascono più persone anche nei giorni 5, 10, 15, 20, 25, 30.

E' difficile pensare che realmente nascono più persone in un giorno "tondo" come potrebbe essere il 10 del mese, rispetto a quelle che nascono il giorno 9 o il giorno 11.

Queste cose ci dicono che dobbiamo diffidare della precisone dei dati, e che le date ufficiali sono da intendersi come una approssimazione delle vere date di nascita o di morte.

Ci tengo a precisare, che queste non sono soltanto delle mie considerazioni, ma che le stesse considerazioni sono state fatte dagli stessi ricercatori svizzeri.

Discepolo è l'unico che parla di dimostrazioni incontrovertibili, in realtà la scienza non è fatta di certezze, specialmente nel campo della statistica.


There is some evidence for a heaping effect on the first day of
month if the birthday was unknown to the authorities. In such
cases, typically the 1st or the 15th day of the month is recorded.
Basically, we cannot exclude that as other patterns were entered
into the data, for example, by attributing unknown birthdates to the
same date as the day of death.

Non possiamo escludere che altri errori ricorrenti siano stati inseriti nei dati, ad esempio, attribuendo a delle date di nascita sconosciute la stessa data del giorno della morte.




I ricercatori svizzeri non escludono che questo possa essere accaduto, e secondo me, l'ipotesi dell'errore  di trascrizione del giorno di nascita a favore del giorno di morte è molto plausibile, considerando che è sufficiente che questo errore si ripeta una sola volta ogni 2639, per creare il surplus del 13,8% di decessi riscontrato sul giorno del compleanno.

Non credo che sia possibile stabilire con certezza se questo surplus di decessi apparentemente avvenuti nel giorno del compleanno siano dovuti ad un errore o siano reali.

Ma supponiamo che questi decessi in più del giorno del compleanno siano reali.

Questo eccesso riscontrato dai ricercatori svizzeri, conferma la regola n.2 di Ciro Discepolo che dice che si muore di più nel giorno del compleanno?

No, la statistica svizzera non conferma nemmeno la regola n.2 perché il numero dei decessi in più, non corrisponde al numero di decessi in più ipotizzato da Discepolo.

Perché quanti sono il numero di decessi in più ipotizzati da Discepolo?

Discepolo non fa dei numeri e non dice quale dovrebbe essere la percentuale di decessi in più che si verificano nel giorno del compleanno, a differenza dei ricercatori svizzeri che questa percentuale l'hanno calcolata, e che hanno stabilito che è del 13,8%.

Ma anche se Discepolo non fa dei numeri, è evidente che il suo effetto sul giorno del compleanno non è lo stesso effetto trovato dai ricercatori svizzeri.

Qualche giorno fa, Discepolo ha voluto spiegare a modo suo le statistiche e ha fatto un esempio.

Discepolo immagina che un medico che lavora in Liberia si sia accorto che tra la popolazione di quel posto, negli ultimi decenni siano aumentate le malattie dovute alla assunzione di mercurio, e che abbia deciso di rivolgersi agli esperti di statistica per verificare la sua ipotesi.

Egli potrebbe avere avuto due diversi risultati: uno enorme con una mortalità quattro volte superiore alla media mondiale, oppure uno leggerissimo con uno scostamento del 5% rispetto alla media mondiale, ma in entrambi i casi la significatività statistica è elevatissima.

Discepolo ha ragione, perché sia una deviazione del 400% che una del 5% possono essere significative dal punto di vista statistico. Però rimane il fatto che un aumento delle malattie legate all'assunzione del mercurio del 400% è molto più preoccupante di un aumento del 5%.

Lo "effect size" che Discepolo chiama impropriamente "intensità di ripetibilità" è un aspetto fondamentale di una statistica. La significatività statistica ci dice se dobbiamo credere ai risultati ottenuti, e se le deviazioni riscontrate sono compatibili con il caso oppure no.

Ma è lo "effect size" che ci permette di quantificare la grandezza del fenomeno che stiamo osservando.

Se il medico di cui parla Discepolo avesse ipotizzato un incremento del 400% delle malattie legate all'assunzione di mercurio, e gli esperti di statistica avessero trovato che effettivamente un aumento c'è stato ma che è solo del 5%, si potrebbe dire che la statistica ha confermato l'ipotesi del medico?

No, non lo si può dire assolutamente, perché la statistica smentisce l'aumento del 400% ipotizzato dal medico.

Questo è proprio il caso della statistica svizzera, anche se Discepolo non quantifica l'effetto che si produrrebbe nel giorno del compleanno, è evidente che per lui si tratta di un effetto notevole, e che non è quindi compatibile con l'incremento della mortalità del 13,8% riscontrato dai ricercatori svizzeri.



venerdì 10 maggio 2013

Asso piglia tutto






Ora cosa dicono le mie regole #1 e #2 a proposito della mortalità (e di molte cose ancora)?:

Si muore di più nel giorno del compleanno e nei 20 giorni prima e dopo dello stesso che in qualunque altro giorno dell’anno.

Considerando da due giorni prima a due giorni dopo il compleanno, ci troviamo o no nel giorno del compleanno o nei 20 giorni prima o dopo dello stesso? Sì!

Allora le mie due regole sono state validate dalla Scienza Ufficiale e tutto il resto sono soltanto chiacchiere da parte di chi in tutta la propria vita non potrà neanche dimostrare che l’acqua è liquida.

Dal blog di Discepolo del 30.04.13




Ma che razza di ragionamento è questo signor Discepolo?

I ricercatori svizzeri hanno trovato che nel giorno del compleanno ci sarebbe un 13,8% in più di decessi rispetto alla media, e forse anche un eccesso di morti nel giorno precedente e seguente il compleanno, ma NON hanno trovato un eccesso nei 20 giorni che precedono e seguono il compleanno.

Lei come fa a dire che le statistiche svizzere confermano entrambe le sue regole?

Forse le statistiche svizzere confermano la regola riguardante il compleanno, ma smentiscono la regola riguardante i 20 giorni prima e i 20 giorni dopo.

Discepolo ha ritenuto di dover spiegare le sue regole, perché uno dei suoi seguaci, aveva scritto che i giorni in cui si possono verificare degli eventi importanti nella vita di un soggetto, sono quelli che precedono di 20-30 giorni il giorno del compleanno e quelli che lo seguono di 20-30 giorni.

Se la logica di Discepolo fosse valida, allora si potrebbe dire che anche la regola del suo allievo è stata confermata dai ricercatori svizzeri, perché il giorno del compleanno sicuramente fa parte dei 30 giorni che lo precedono e che lo seguono.

Bisogna comprendere che i ricercatori svizzeri, non hanno fatto una ricerca riguardante in modo particolare il giorno del compleanno, ma hanno analizzato la mortalità di tutti i 365 giorni dell'anno.

I risultati della ricerca sono stati che nel giorno del compleanno si verifica un eccesso significativo dei decessi, mentre nei restanti 364 giorni. o forse 362, non si verifica alcun eccesso significativo della mortalità.

Non è chiaro se i ricercatori svizzeri hanno trovato un eccesso anche sul giorno precedente e seguente il compleanno, perché nella loro relazione sulla statistica non viene riportato il numero delle morti per ciascun giorno dell'anno, ma solo il grafico che rappresenta questi numeri. Dalla sola visione del grafico, non è possibile stabilire se l'eccesso di morti del giorno del compleanno, riguarda anche il giorno prima e dopo il compleanno. Ma di sicuro NON si verifica un eccesso nei 20 giorni che precedono e che seguono il giorno del compleanno.

Se esistesse un effetto su questi 40 giorni a cavallo del giorno del compleanno, questo dovrebbe risultare dal grafico disegnato dai ricercatori svizzeri, in cui dovrebbe apparire una curva che inizia 20 giorni prima del compleanno, raggiunge il suo massimo nel giorno del compleanno, e decresce fino al ventesimo giorno dopo il compleanno.

Questa curva però non c'è nel grafico elaborato dai ricercatori svizzeri e quindi la loro statistica smentisce almeno una delle regole di Discepolo.



Discepolo accetta i risultati che gli danno ragione, ma ignora i risultati che gli danno torto.

La cosa non mi meraviglia, perché ha fatto lo stesso anche con la statistica sulla ereditarietà astrale, quando dopo aver ripetuto per 100 volte l'operazione di mischiare le famiglie, ha trovato che c'erano solo due casi che confermavano il risultato precedente e 98 casi che lo smentivano. Anche in quella occasione, Discepolo ha accettato i due risultati favorevoli e ha ignorato i 98 risultati contrari.

Eppure Discepolo in questo suo post dello scorso 30 aprile, si era dilungato a parlare di grafici, spiegando che ce ne sono alcuni che mostrano un andamento "quadratico" ed altri che mostrano una curva, quando descrivono un fenomeno che inizia in un certo momento, raggiunge poi una culminazione, e decresce lentamente fino a cessare.

Questa curva però non c'è nella statistica dei ricercatori svizzeri e se Discepolo fosse realmente un ricercatore dovrebbe chiedersene il perché.

Ma Discepolo non è un ricercatore, e vorrebbe appuntarsi in petto delle medaglie, pur non meritandole.

Discepolo prosegue a scrivere, tirando in ballo gli studi di Didier Castille, ma che c'entrano gli studi di Didier Castille?

Didier Castille ha compiuto una ricerca analoga a quelli dei ricercatori svizzeri, e pare che abbia trovato ciò che afferma Discepolo.

Discepolo potrebbe dire che i risultati della statistica di Didier Castille confermano le sue regole, ma non può dire che le sue regole sono state confermate dai ricercatori svizzeri.

Discepolo vede delle connessioni tra le statistiche svizzere, quelle di Didier Castille sulla mortalità e sulle coppie sposate, e le statistiche che non sono ancora state fatte, ma che un giorno potrebbero confermare le sue regole.

Questo secondo lui sarebbe un modo di fare astrologia uraniana, ossia intelligente.

A me pare che tirare il ballo delle statistiche che non sono ancora state fatte, a conferma delle sue regole sia eccessivo, però, a parte questo, credo che effettivamente ci siano delle interessanti analogie tra le mie statistiche sul matrimonio (non pubblicate), le statistiche di Didier Castille sempre sul matrimonio e le statistiche di Didier Castille riguardanti la mortalità.

La curva a campana nel grafico della mia statistica sui matrimoni effettivamente c'è, e termina proprio 18-20 giorni dopo.

Le persone il cui giorno del compleanno differisce meno di 20 giorni si sposano più frequentemente della media. Questo effetto è tanto più forte quando è minore la differenza tra i giorni del compleanno dei coniugi.

Questo risulta sia dalla statistica di Didier Castille sulla popolazione francese che dalla mia statistica sulla popolazione inglese. Ma qui si parla di matrimoni cosa ben diversa dalla mortalità.

Didier Castille credo però che abbia fatto un'altra statistica proprio sulla mortalità, di cui non ho trovato una relazione dettagliata in rete. Credo che secondo Didier Castille anche nella sua statistica sulla mortalità sia presente la curva che invece manca nella statistica dei ricercatori svizzeri.

Sia Didier Castille che i ricercatori svizzeri concordano sul fatto che si muore un po' più spesso nel giorno del compleanno, però secondo Didier Castille si muore un po' più spesso anche nei giorni vicini al compleanno, mentre per i ricercatori svizzeri non è cosi'.

Chi ha ragione?

Io questo non lo so.

Sarebbe interessante cercare di scoprirlo, ma certamente questo non può farlo chi decide di voler ignorare la discrepanza per appuntarsi (da solo) una medaglia sul petto.

Di sicuro Discepolo non potrebbe affermare che la statistica dei ricercatori confermano le sue regole, perché al massimo potrebbero confermare la regola n.2 ma non la n.1.

La regola n.1 è smentita dalla ricerca svizzera, perché non si muore più frequentemente della media nei 20 giorni che precedono e seguono il compleanno, ma esclusivamente nel giorno del compleanno e forse nel giorno prima e in quello dopo.

Anche lui ha commesso un errore



Londra, 09-05-2013
Quando vediamo una persona che si gratta, scatta dentro di noi un forte impulso che ci induce a fare altrettanto anche in assenza di un esplicito prurito. Lo dimostra un nuovo studio della School of Psychology dell'università del Sussex e del Department of Psychology dell'ateneo di Hull.

L'indagine ha analizzato e rielaborato dati provenienti da numerose ricerche sulla suggestionabilità e l'impulso a grattarsi delle persone che osservano altre persone mentre si grattano. I risultati hanno rilevato che si tratta di un'attività contagiosa largamente diffusa e con precise caratteristiche.
Dallo studio "Contagious scratching: shared feelings but not shared body locations" pubblicato su 'Frontiers' emerge che propendiamo a emulare gli altri, grattandoci a nostra volta, ma lo facciamo secondo dinamiche che svelano la matrice mentale del comportamento da contagio. Analizzando le reazioni di un gruppo di persone alla visione di filmati che riprendevano individui intenti a grattarsi in parti diverse del corpo, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti tendevano a grattarsi ma principalmente sul volto e i capelli. Ciò rivela che il contagio non riguarda tutte le caratteristiche dell'azione osservata ma ne coglie solo alcuni aspetti da una prospettiva emotiva e li indirizza verso la testa.