lunedì 10 ottobre 2016

Nuovi Risultati


Ho raccolto i dati di 2375 vittorie elettorali dei senatori di tutte le legislazioni dalla decima alla diciassettesima. Questi risultati non li ritengo definitivi, perché dovrei controllare meglio alcune cose. Ad esempio, nella decima legislazione in nome di Spadolini, e di un altro senatore, sono ripetuti due volte nel sito senato.it, e per il momento li ho lasciati così. E poi dovrei verificare meglio se il conteggio dei giorni trascorsi dalla nascita al giorno delle elezioni è sempre corretto. Inizialmente pensavo di calcolare questa differenza calcolando il giorno giuliano per entrambe le date, ma poi mi sono accorto che questo non è necessario, perché c'è già una funzione che fa questo calcolo nel linguaggio di programmazione che uso. Ma non mi fido al 100% di questo calcolo, perché è già successo che Microsoft si sia sbagliata su questo. Questo comando legge le date scritte normalmente nella maniera europea (giorno,mese,anno) senza che io abbia specificato da nessuna parte che si tratta di date di questo tipo. Probabilmente fa così perché il server del mio sito è collocato in Italia. Però vorrei controllare un po' meglio tutte queste cose, per cui considerate questi risultati come non definitivi. Fatto sta, che questi risultati non mostrano affatto quanto dichiarato da Ruscelli, perché ci sono 233 vittorie per la fase n.1, ossia meno del valore atteso che è 237.5 (ossia un decimo di 2375). 

Ruscelli pensava di aver dimostrato statisticamente che questa fase del ciclo sinodico personale dei politici favorirebbe le vittorie elettorali, ma stranamente i senatori che sono stati eletti in questa fase del ciclo, nelle ultime otto legislazioni sono addirittura meno della media matematica prevista.

Come si spiega questa cosa?

I miei dati e calcoli sono visibili in rete cliccando sull'immagine in alto, dove sono invece i dati e i calcoli di Ruscelli?




You'd be entitled to think, therefore, that conversion back and forth between PC Excel serial values and Julian day numbers would simply be a matter of adding or subtracting the Julian day number of December 31, 1899 (since the PC Excel days are numbered from 1). But this is a Microsoft calendar, remember, so one must first look to make sure it doesn't contain one of those bonehead blunders characteristic of Microsoft. As is usually the case, one doesn't have to look very far. If you have a copy of PC Excel, fire it up, format a cell as containing a date, and type 60 into it: out pops “February 29, 1900”. News apparently travels very slowly from Rome to Redmond—ever since Pope Gregory revised the calendar in 1582, years divisible by 100 have not been leap years, and consequently the year 1900 contained no February 29th. Due to this morsel of information having been lost somewhere between the Holy See and the Infernal Seattle monopoly, all Excel day numbers for days subsequent to February 28th, 1900 are one day greater than the actual day count from January 1, 1900. Further, note that any computation of the number of days in a period which begins in January or February 1900 and ends in a subsequent month will be off by one—the day count will be one greater than the actual number of days elapsed.


domenica 9 ottobre 2016

Risultati Preliminari




La tabella qui sopra mostra i primi risultati che ho ottenuto riguardanti le vittorie elettorali dei senatori delle ultime quattro legislature (XIV - XV - XVI - XVII).

I valori trovati non si discostano molto da quelli previsti, e le vittorie elettorali della Fase n.1 del ciclo sinodico di Giove, sono leggermente inferiori al numero previsto (111.5).

Naturalmente non voglio confutare la statistica di Ruscelli con una statistica basata su un numero minore di casi, per cui ho intenzione di continuare a raccogliere i dati delle legislature precedenti.

E' un lavoro noiosissimo, perché ci vogliono circa due ore per copiare i dati di una sola legislatura, ma mi sacrificherò per il bene della scienza e dell'astrologia. 

Restano da definire alcune questioni, ad esempio quella dei senatori a vita, che sono inclusi nella lista sebbene non siano stati eletti durante l'elezione in cui sono stati eletti tutti gli altri senatori. Oppure la questione dei subentri quando un politico è chiamato a sostituirne un altro. Non mi è chiaro chi decide chi debba sostituire chi.

Comunque direi che questi problemi non sono tali da invalidare i risultati della statistica, perché la stragrande maggioranza dei senatori sono in queste liste, perché hanno vinto le elezioni.

Per il momento mi dedicherò a copiare i dati dal sito del Senato per rendere il database più consistente.

venerdì 7 ottobre 2016

Io avrei fatto così ...


Secondo me la statistica dovrebbe contenere una lista come questa, con il nome e la data di nascita dei politici, e con l'indicazione della fase del ciclo sinodico gioviano di quando hanno vinto le elezioni.

A dire il vero, non ho usato la data delle elezioni, ma quella dell'inizio della legislatura, e quindi uguale per tutti gli eletti della stessa legislatura.

Magari la cosa è discutibile, perché bisognerebbe verificare meglio in che data ciascun senatore ha preso "servizio", perché credo che ce ne siano alcuni che hanno sostituito altri. Oppure bisognerebbe considerare il caso dei senatori a vita, che sono nella lista, pur non essendo stati eletti.

Ma su queste cose si può ragionare soltanto partendo da una lista. Se invece qualcuno si limita a fornire i risultati che ha trovato, non si può sapere come si sia regolato, e quali criteri abbia usato per inserire o non inserire i nominativi nella lista.

Così come non si può controllare se il calcolo delle fasi è corretto.

Ho fatto questa lista di getto, e non ho controllato nulla. Per cui ci potrebbero essere degli errori di trascrizione, e persino nel calcolo delle fasi, perché nemmeno quello ho controllato. 

Non ho intenzione di rifare la statistica di Ruscelli, perché mi annoia copiare tutti i dati. Dovrei ripetere per altre sedici volte il lavoro che ho fatto oggi, e non ne ho voglia. Perché non credo ai risultati di Ruscelli, e lui non ha fatto nulla per invogliarmi a considerare la sua ipotesi.

Forse invece di dichiarare: "Ho trovato questi risultati", bisognerebbe incominciare a mostrare i risultati che si sono trovati. 

lunedì 3 ottobre 2016

Ruscelli vs Ruscelli



Statistica Politici

L'immagine in alto è stata presa da questa copia di Linguaggio Astrale a pagina 131.

Come si può osservare in questa statistica riguardante gli sportivi Ruscelli calcola la probabilità complessiva della tabella, ottenendo un valore molto basso 0,00001. Per cui ci sarebbe stata solo 1 probabilità su 100.000 di ottenere delle deviazioni come quelle trovate o maggiori di esse, per un semplice caso.

La tabella riportata in alto è molto significativa, per cui se avessimo modo di controllare come sono stati ottenuti questi numeri, potremmo concludere che le vittorie degli sportivi sono legate al loro personale ciclo sinodico di Marte.

Ma come mai questo calcolo della probabilità complessiva non viene fatto per la statistica sui politici?

Il primo grafico dimostra che Ruscelli sapeva benissimo che in questo tipo di statistiche bisogna per prima cosa calcolare la probabilità complessiva delle deviazioni riscontrate nella tabella. Ma allora come mai si è dimenticato di applicare questa regola nella statistica sui politici?

La probabilità complessiva della statistica sui politici l'ho calcolata io, come spiegato nei post precedenti, ed è uguale a 0,12 Per cui ci sarebbero state ben 12 probabilità su 100 di ottenere delle deviazioni come quelle trovate o maggiori di esse, per un semplice caso.

Quindi i risultati per i politici non sono per nulla significativi, a differenza di quelli per gli sportivi che erano invece estremamente significativi.

Perché Ruscelli omette di dirci queste cose?

Perché adottare un metodo per una statistica, e un altro metodo per un'altra statistica del tutto uguale alla prima? L'unica differenza tra le due statistiche è che in una si parla di vittorie sportive, e nell'altra di vittorie politiche. 

Il motivo di questo comportamento è molto evidente, a Ruscelli quella probabilità dello 0,12 non piace proprio, perché dimostra la non significatività della sua statistica sui politici, e decide quindi di far sparire questo risultato dalla sua statistica.

Ruscelli scarta i risultati che non gli piacciono.

Una probabilità dello 0,00001 gli piace, e quindi la cita, una probabilità dello 0,12 non gli piace, e quindi non la cita.

Ma se Ruscelli riesce a fare una selezione sui metodi della statistica, applicando di volta in volta i criteri che gli piacciono di più, riuscite ad immaginare che cosa potrebbe combinare nella fase della raccolta dei dati?

Ci vuole veramente poco per alterare i risultati di una statistica, basta eliminare qualche risultato sgradito a favore di qualche risultato gradito.

Motivo per cui non bisogna credere nemmeno nella sua statistica sugli sportivi, anche se in quel caso i numeri sarebbero altamente significativi. 

Ruscelli non riesce ad essere obiettivo, altrimenti non avrebbe omesso di dirci che la tabella delle vittorie dei politici non era significativa.

Io credo che questa manifesta mancanza di oggettività abbia riguardato anche la fase di raccolta dei dati.

Dati, che chissà perché, Ruscelli non vuole mostrare a nessuno.

mercoledì 28 settembre 2016

E i dati?


Questi qui sopra sono dei dati prelevati dall'archivio Gauquelin e che gli sono serviti per elaborare le sue statistiche. Ma dove sono i dati delle statistiche di Ruscelli?

In passato ho richiesto a Ruscelli di poter consultare i dati che gli erano serviti per una sua altra statistica.

Lui prima mi ha raccontato una balla, dicendomi che usava un vecchio software risalente agli anni ottanta, che effettuava i calcoli richiesti, ma che non era in grado di generare una lista dei dati utilizzati nella statistica. Successivamente ha cambiato versione, e mi ha detto che lui a me i suoi dati non me li voleva proprio dare.

Anche in quella occasione motivò il suo rifiuto con una mia presunta indegnità. Se lui non mi dava i suoi dati, la colpa era mia, perché non ero meritevole di riceverli.

Ma non è così che funziona, se si fa una ricerca i dati vanno pubblicati, in modo che chiunque ne fosse interessato possa consultarli, e eventualmente trovarvi degli errori.

Certo, evitando di pubblicare i dati, ci si mette al riparo delle critiche, però così facendo la statistica cessa di essere un lavoro scientifico.

Perché Ruscelli si rifiuta di mostrare i dati che utilizza nelle sue statistiche?

Non gli si richiede di fare un lavoro in più di quello che ha già fatto. 

Se è vero che ha fatto questa ricerca, lui deve avere una lista contenente i nomi dei politici, le loro date di nascita, le date in cui hanno vinto le elezioni, e la fase gioviana corrispondente a ciascuna vittoria elettorale.

Perché Michel Gauquelin riteneva che fosse giusto pubblicare i dati delle sue statistiche, e Gabriele Ruscelli no?

La differenza è data dal fatto che Michel Gauquelin era un ricercatore statistico, e Gabriele Ruscelli no.

Ruscelli è un professorino di chimica di un istituto tecnico, che si illude di aver fatto delle importanti scoperte. Probabilmente queste illusioni gli servono per vivere, magari di se stesso pensa di essere uno scienziato incompreso. Forse pubblicando a raffica queste pseudo statistiche su L.A. spera di pubblicizzare il suo libro di astrologia medica, anche se questo non gli da un vero guadagno, ma solo la soddisfazione di sapere che c'è qualcuno interessato alle sue teorie. 

Se qualcuno prova a chiedergli i dati delle sue statistiche, lui poverino si offende, e dice: "Perché mi chiedi quei dati? Ma allora dubiti della correttezza dei miei calcoli? Pensi che io possa aver imbrogliato? Mi stai offendendo."

Le statistiche di Ruscelli non valgono nulla. 


  

martedì 27 settembre 2016

Pacchetto da 10



Non mi date soddisfazione. Finora non c'è stato ancora un blogger che abbia scritto di aver compreso in che consiste l'errore di Ruscelli. Eppure non mi sembra una cosa tanto complicata.

Ho creato una nuova pagina, dove invece che una simulazione alla volta, ne vengono proposte 10 tutte assieme.

Di solito, caricando o ricaricando questa pagina dovreste vedere 1 fase colorata in rosso, anche se qualche volta può capitare che non ne vediate alcuna, così come può capitare che ne vediate più di una.

Le fasce sono colorate in rosso quando mostrano una significatività dello 1%.

Una significatività dello 1% significa che ci aspettiamo di trovare una deviazione del genere circa 1 volta su 100.

Ma allora come mai in questo pacchetto di 10 simulazioni, molto spesso riscontriamo che c'è una fase in rosso? Non dovremmo trovare una fase in rosso, ogni 100 simulazioni? Perché di solito ne bastano solo 10 perché spunti da qualche parte una fascia colorata in rosso?

La risposta è molto semplice. La significatività dello 1%, riguarda quella specifica fascia colorata in rosso.

Se ad esempio la fascia colorata in rosso è la n.1, questo significa che la fascia n.1 sarà colorata in rosso circa 1 volta su 100.

Ma la probabilità di trovare una fascia qualsiasi delle 10, colorata in rosso è 10 volte quella della fascia n.1.

Il pacchetto di 10 simulazioni che vi ho proposto in questa pagina, contiene 100 fasce, per cui è normale che su 100 fasce ce ne sia 1 che risulti significativa al livello dello 1%. Perché è proprio questo quello che ci aspettiamo.

Per cui su 10 simulazioni, ci aspettiamo che ci sia una fascia colorata in rosso.

Bisogna tener presente che siccome stiamo parlando di simulazioni, il risultato di queste simulazioni non potrà mai essere significativo, per cui si parla sempre di falsi positivi, che sembrano indicare come favorevole ora una fascia, ora un'altra.

Visto che ogni 10 simulazioni si presenta un falso positivo, se troviamo nella realtà una fascia significativa allo 1%, non abbiamo motivo di credere che non sia l'effetto di un caso. E comunque la probabilità che questo si verifichi è del 10% e non dello 1%.


sabato 24 settembre 2016

Il Ciclo Sinodico di Giove




A quanto pare, nonostante le mie spiegazioni, questa storia della statistica non è ben chiara a tutti. Penso che non sia giusto scannarsi per questo, o prendere una posizione a favore di una tesi o dell'altra, sulla base delle proprie antipatie o simpatie. Non è necessario fare così, perché con un po' di impegno, tutti possono capire di cosa si sta parlando, anche senza essere degli esperti di matematica e statistica.

Ruscelli ha fatto una statistica in cui ipotizza che ci possa essere una relazione tra il ciclo sinodico di Giove e le vittorie elettorali dei politici uomini e dei politici donne analizzati separatamente.

Non è il caso di spiegare in dettaglio che cosa sia questo ciclo sinodico di Giove. Per sommi capi, siccome la Terra compie una rivoluzione intorno al Sole in un anno, e siccome Giove nello stesso tempo percorre circa un segno zodiacale, tra una congiunzione Sole-Giove e quella successiva passano circa 13 mesi. Perché la Terra impiega un anno per tornare nella stessa posizione in cui si trovava un anno prima, e circa un altro mese per raggiungere Giove che nel frattempo si è spostato ed è avanzato di un segno.

Ruscelli nella sua relazione scrive che la durata media di questo periodo è di 398,88 giorni. Non ho controllato questo dato, perché mi fido.

Ognuno di noi nasce in un certo momento del ciclo Sole-Giove, c'è chi nasce durante la congiunzione, c'è chi nasce durante l'opposizione, e in qualsiasi altra fase.

Il ciclo sinodico personale di Giove inizia per ciascuno di noi, quando nello zodiaco si riproduce la stessa distanza angolare tra il Sole e Giove che questi due corpi celesti formavano nel giorno in cui siamo nati.
Quando questo avviene entriamo nella nostra personale fase n.0 del ciclo gioviano.

Invece di andare a vedere con le effemeridi alla mano quando si riproduce esattamente lo stesso angolo tra il Sole e Giove che questi due corpi celesti formavano alla nascita, Ruscelli suggerisce un metodo semplificato basato sul periodo medio di 398,88 giorni che intercorre tra una congiunzione e quella successiva.

Lui calcola il numero dei giorni che sono trascorsi dalla nascita di un uomo politico e il giorno in cui ha vinto le elezioni, e divide questo numero per 398,88. Del quoziente così ottenuto, ignora la parte intera, e sofferma la sua attenzione sulla prima cifra dopo la virgola.  La cifra così ottenuta, è la cifra che indica la fase del ciclo gioviano in cui è avvenuta questa vittoria elettorale.

Io trovo questo metodo simpatico. Non so fino a che punto ci possa essere corrispondenza tra le fasi del ciclo gioviano calcolate in questo modo, e quelle che si potrebbero calcolare con un altro metodo, che tenga conto delle effettive posizioni del Sole e di Giove, sia alla nascita, che nel giorno della vittoria elettorale.

In generale l'astronomia non funziona con i valori medi. Il Sole per tornare nella stessa posizione impiega più o meno sempre lo stesso tempo, ma per Giove le cose sono un po' diverse, perché quando è in prossimità del suo perielio si muove più velocemente, mentre quando è vicino al suo afelio si muove più lentamente, e questo potrebbe complicare le cose.

La questione andrebbe approfondita, però al momento questo non ha grande importanza, e comunque il metodo di Ruscelli per definire le fasi gioviane, è fondamentalmente corretto.

La questione importante è un'altra. Le fasi gioviane definite col metodo appena spiegato, hanno un significato astrologico? Esiste realmente una correlazione tra queste fasi del ciclo personale sinodico di Giove e le vittorie elettorali dei politici?

La statistica di Ruscelli ha proprio lo scopo di appurare l'esistenza di questa correlazione.

Per cui dal prossimo post entrerò nel vivo della statistica.