lunedì 15 ottobre 2012

Barare è lecito


Facciamo un esempio. Nel suo molto discutibile "Viaggio nel mondo del paranormale", Garzanti, 1978, pagine 419, Piero Angela tenta di mettere in ridicolo Uri Geller che - però - effettivamente, per sua stessa ammissione, barò in poche circostanze, ma non nel caso degli esperimenti di telepatia. Un operatore "indipendente" guardava delle figure da una stanza e Uri Geller disegnava quello che riceveva in una stanza attigua alla prima.
In una di queste trasmissioni l'operatore guardò una immagine del demonio e il sensitivo israeliano disegnò un forcone.
Angela dedusse che egli aveva sbagliato.
Ecco, è tutto qui: lo scontro sull'impossibilità di matematizzare i simboli.
Tra i libri che sto scrivendo ve n'è anche uno di carattere epistemologico (non è il primo) in cui tenterò di chiarire, a chi conosce poco la lingua italiana e soprattutto il valore del simbolo, come si potrebbe inquadrare, a mio avviso, il problema.
Tu sai che l'Astrologia non è considerata una scienza e io sono perfettamente d'accordo su ciò perché la considero un'Arte che è decisamente superiore a una Scienza, come nel caso della Medicina.
Tuttavia sono anche convinto che l'Astrologia possa essere investigata con un metodo scientifico, per esempio a mezzo della statistica.
I grandiosi risultati dei coniugi Michel e Françoise Gauquelin, secondo te, hanno ottenuto la validazione della Scienza?
No.
E perché.
Per il pregiudizio di molti scienziati verso l'Astrologia.
Quando i coniugi Gauquelin consegnavano, con molta umiltà, i loro lavori a un gruppo di arbitri (scienziati regolarmente accreditati presso università), costoro dichiaravano che per ottenere il sigillo scientifico ai loro lavori, essi avrebbero dovuto ripetere la ricerca.
Ed essi ripetevano la ricerca.
La consegnavano nuovamente al gruppo di arbitri e veniva detto loro che essi avrebbero dovuto replicare ancora tale ricerca.
Solo dopo molti anni compresero la realtà: "Voi potrete replicare anche mille volte la vostra ricerca, noi vi risponderemo sempre che dovrete replicarla ancora una volta...".
Infatti sia Michel che Françoise che ho avuto il piacere di ospitare qui a Napoli, a un certo punto si stancarono e lasciarono perdere perché anche un cieco crede nelle leggi che hanno scoperto e il fatto di non avere ricevuto il sigillo rosso, su carta stampata di una Università, non ha tolto nulla alla loro grandezza.
Lo stesso dicasi per Didier Castille, il più grande ricercatore astrologico vivente: le sue ricerche, che hanno confermato due delle mie regole dell'AA, non sono mai state validate dalla Scienza.
Tu sapevi che le ricerche dei Gauquelin e di Didier Castille non hanno mai avuto il sigillo della Scienza Ufficiale? E questo ti impedisce di riconoscere all'istante l'effetto Marte, per esempio?
No, naturalmente.
Come vedi si tratta solo di un problema di semantica: i risultati esistono, ma la Scienza Ufficiale si rifiuta di definirli con il giusto titolo. 
E tu sai se almeno una ricerca di un astrologo, di ogni tempo e di ogni nazione, sia mai stata validata dalla Scienza Ufficiale?
Te lo dico io: una delle mie, la stessa verificata da Didier Castille e validata anche da professori dell'Università di Zurigo.
E com'è avvenuto tale miracolo? Non certo perché io abbia sottoposto loro le mie analisi. No, loro ignoravano che io avevo scritto le regole #1 e #2 delle mie 34 da decenni e pensavano di avere intuito loro la realtà che c'era dietro queste regole. Ci hanno lavorato per una vita e le hanno dimostrate, dimostrando, senza volerlo, anche le mie stesse regole.
Lo stesso discorso vale per le ricerche mie e di Luigi Miele sull'ereditarietà astrale, condotte per molti anni, su campioni diversi e sempre con la supervisione di esperti diversi.
In quelle ricerche ottenemmo uno Z significativo assai alto su due variabili. Allora questo vuol dire che ottenemmo il sigillo rosso della Scienza ufficiale? No. E perché? Perché, conoscendo la storia della Scienza, io sapevo benissimo cosa era accaduto ai coniugi Gauquelin e a Didier Castille a cui gli Scienziati del gruppo di arbitri, sbattettero più volte la porta in faccia.
E perché mai io avrei dovuto sottopormi alla clemenza della Scienza (che non mi avrebbe mai dato il suo avallo) per ottenere un sigillo rosso?
A me basta sapere che lo Z che cercavo fu altamente significativo e non mi interessava più raccogliere i singoli spezzoni di una lunga ricerca per farli analizzare da uno sceriffo.
Ciò che mi interessava allora e che mi interessa ancora oggi è che molti tra i più grandi astrologi di questa Terra usano con soddisfazione tali regole.
Tutto il resto è filosofia, o noia come dicono le belle parole di una canzone della mia giovinezza.

Ciro Discepolo



sample of american rat

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bravo Discepule che rigiri la frittata adesso che Tonino ti ha ricoperto. Bugiardo eri e bugiardo rimani.